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Archive for gennaio 2009

 

Sta girando per e-mail un messaggio che denuncia le autorità Danesi per lo scempio perpetrato ai danni dei delfini….
Questo appello segnala una strage di delfini “Calderones”, a quanto pare superintelligenti, che si verifica nelle isole “Feroe”, accompagnata da immagini molto cruente.

Questo è l’appello:

…è pazzesco !!!!…veramente pazzesco….

INCREDIBILE CHE POSSA ESISTERE ! che fare, se non denunciare quello che sta ‘ accadendo, diffondendo il più possibile queste immagini.

….DANIMARCA : UNA VERGOGNA
BENCHE’ QUESTO SEMBRI INCREDIBILE, OGNI ANNO, QUESTO MASSACRO BRUTALE E SANGUINARIO SI RIPRODUCE NELLE ISOLE FEROE, CHE APPARTENGONO ALLA DANIMARCA. LA DANIMARCA, UN PAESE SUPPOSTO ‘CIVILIZZATO’, MEMBRO DELL’UNIONE EUROPEA. TROPPE POCHE PERSONE AL MONDO CONOSCONO QUESTO AVVENIMENTO ORRIBILE E DEPROVEVOLE CHE SI RIPETE OGNI ANNO. QUESTO MASSACRO SANGUINARIO E’ IL FRUTTO DI GIOVANI UOMINI CHE VI PARTECIPANO PER DIMOSTRARE DI AVER RAGGIUTNO L’ETA’ ADULTA (!!). E’ ASSOLUTAMENTE INCREDIBILE CHE NON SIA FATTO NIENTE AFFINCHE ‘ QUESTA BARBARIE CESSI. UNA BARBARIE CONTRO I DELFINI CALDERONES, UN DELFINO SUPER INTELLIGENTE E SOCEVOLE CHE SI AVVICINA ALLA GENTE PER CURIOSITA’.

INVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI. VERGOGNA ALLA DANIMARCA !!!

E queste sono le immagini:





 

MA la verità… è leggermente più sottile.. 😯

Ecco cosa dice Attivissimo:

NOTA: Questo articolo NON afferma che l’appello descritto qui sotto è una bufala, non prende le difese degli abitanti delle isole Faroer e non vuole fare polemica con Beppe Grillo o entrare nel dibattito vegetariani contro carnivori. Vuole semplicemente presentare i fatti in modo da consentire una valutazione più obiettiva rispetto a quella fornita dal testo ingannevole dell’appello.

L’essenza dell’appello è vera, ma come capita spesso insieme ai fatti autentici c’è una pericolosa miscela di falsità.

In effetti nelle isole Faroer (non Feroe, come dice l’appello) viene effettuata una caccia ai globicefali, cetacei della famiglia dei delfinidi, nella quale gli animali vengono radunati e spinti a riva per poi essere uccisi allo scopo di ricavarne cibo e materie prime di ogni genere.

Quello che l’appello non dice è che le isole Faroer si autogovernano, pur essendo parte della Danimarca, e quindi è inutile reclamare presso il governo danese.

Un altro aspetto taciuto dall’appello è che gli abitanti prendono particolari precauzioni per ridurre le sofferenze dei cetacei (che, sia chiaro, non voglio sminuire), e che paradossalmente sono proprio queste precauzioni a rendere così forti le immagini che accompagnano l’appello: l’uccisione è infatti strettamente regolamentata (il regolamento è qui, in inglese). Sono vietati fiocine ed arpioni, e i cetacei vengono uccisi tranciando la spina dorsale. Questo produce la morte entro 30 secondi di media, in linea quindi con la macellazione bovina e suina diffusa in Europa, ma ha anche l’effetto di tranciare le principali arterie dell’animale e quindi causare la dispersione di grandissime quantità di sangue che tingono drammaticamente di rosso le acque dei fiordi.

Il numero di animali uccisi annualmente in questo modo è intorno al migliaio, e va chiarito che i globicefali non sono una specie di cetaceo a rischio d’estinzione.

L’appello dice inoltre il falso quando afferma che la strage viene effettuata per “dimostrare di aver raggiutno [sic] l’età adulta”. La caccia, infatti, è un’attivita praticata da secoli dall’intera comunità degli abitanti, che si suddividono i suoi prodotti.

Benché sia comunque uno spettacolo raccapricciante e certamente non da incoraggiare, va considerato che è numericamente insignificante in confronto alla strage di cavalli, mucche, maiali e pollame che avviene in Europa e nel mondo senza che per questo si scatenino catene di sant’Antonio come questa.
Ma, si sa, è più facile condannare quello che fanno gli altri che riflettere su quello che avviene in casa propria.
Soprattutto se in casa propria la strage avviene di nascosto, lontano dalle fotocamere, mentre gli altri la fanno alla luce del sole.

E’ comunque il caso di inoltrare quest’appello per far conoscere questa realtà? Lascio a voi valutare. Sicuramente sarebbe meglio farlo circolare accompagnato da informazioni corrette. Informazioni come questa, taciuta anch’essa dall’appello: la carne dei globicefali contiene molto mercurio, PCB (difenili policlorurati) e altre sostanze tossiche, per cui il ministro della salute delle Faroer ne sconsiglia il consumo più di una volta al mese.

Il paradosso, dunque, è che sarà proprio l’inquinamento, anziché l’attivismo ecologista non obiettivo, a contribuire alla scomparsa di quest’usanza.

Articolo di Attivissimo

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Ecco un interessante spettacolo di danza Indiana, che si terrà a Roma questo venerdì dalle 20.00 alle 21 circa (presso il CEIS, via Attilio Ambrosini 129 – zona Cristoforo Colombo/ Largo del Caravaggio, dietro la “vecchia” Fiera di Roma) .
Le danze saranno correlate dalla proiezione di una presentazione realizzata appositamente da Marialuisa Sales con foto di templi e altri luoghi sacri scattate durante il suo recente viaggio nell’India del Sud
Veder danzare Mariluisa Sales, membro del Consiglio Internazionale della Danza dell’UNESCO, è un’esperienza unica nel suo genere, poiché rende la sua danza espressiva, intensa ed elegante.
Il supporto del filmato e delle letture di Lucienne Musa, un’attrice che collabora spesso con Marialuisa, rendono l’esperienza assolutamente completa e assolutamente comprensibile anche per i “profani” occidentali, digiuni di una cultura specifica sulla danza indiana.

Per prenotare i biglietti è sufficiente inviare una mail a questo indirizzo specificando il vostro nome, cognome, numero di telefono e il numero di biglietti che intendete prenotare.
Il costo dei biglietti interi è di 7 euro.

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Yokoso Japan

Per gli amanti e non del Giappone, eccovi un video meraviglioso!
Soprattutto per la musica 😉

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Finalmente qualcuno ha ufficializzato il danno da stress causato dagli Open Space!

L’eccessivo rumore è la prima fonte di irritazione e distrazione, seguita dalla assoluta mancanza di privacy…
E questo porta sicuramente ad un calo sul benessere dei dipendenti e sulla produttività aziendale.

Vi riporto l’articolo di Elsa Negri:

Perchè sono “bocciati” gli open space: aumentano lo stress in ufficio 

Il sistema di arredi mobili che ha creato l’open space venne proposto nel 1964 da Robert Propst come risposta ad una nuova visione: creare un ambiente di lavoro che non isolasse il dipendente, ma lo mettesse in costante comunicazione con il mainstream aziendale.
La speranza era di aumentare la flessibilità degli spazi e la produttività dei lavoratori. L’idea era di garantire la privacy senza dover costruire dei muri, fornire a ciascun impiegato un proprio spazio da personalizzare, sia in orizzontale (la scrivania) sia in verticale, grazie a paretine posticce.
Una volta cancellata l’equazione “un dipendente = una stanza”, grazie all’introduzione del cosiddetto “modulo”, molti datori di lavoro iniziarono a dimezzarne le dimensioni potevano stipando il doppio delle persone negli stessi locali, per risparmiare sugli affitti.
Spesso dunque il percorso si è concluso con la creazione di celle d’alveare di ridottissime dimensioni.
Dunque, l’open space non solo non ha mantenuto molte promesse, ma è ora accusato di influire negativamente su produttività e benessere.

Troppo caos, poca privacy
Discussioni tra colleghi e telefoni che squillano, spesso con suonerie improbabili a volumi altissimi: uno dei punti dolenti dell’ufficio open space è proprio l’inquinamento acustico.
Il rumore, infatti, distrae dal lavoro e aumenta lo stress.
Secondo uno studio del Politecnico di Bari pubblicato su “La Medicina del Lavoro” le più importanti cause di disturbo sono proprio le voci dei colleghi (31% del campione intervistato) e i telefoni (ben il 27%).
Altri elementi che fanno perdere la concentrazione sono gli impianti di condizionamento per il 15%, le macchine da ufficio (13%) e i rumori provenienti dall’esterni (13%).
Telefoni, stampanti, brusio, via vai: le distrazioni si ripetono, con incostante regolarità. Insomma, lavorare gomito a gomito produce ben più fastidi che benefici.
Addirittura lo stesso Prospt, poco prima di morire, chiese scusa al mondo per la “triste metamorfosi subita dalla sua invenzione”.
Il privilegio di una stanza da soli è dunque sempre più raro, eppure sono in aumento le persone che preferirebbero uno spazio tutto per sé.

Nonostante i molti svantaggi, anche gli open space presentano qualche lato positivo: avvicinando i capi ai propri subordinati, può accorciare la distanza psicologica fra i membri di uno stesso team.
Se tutti sono nella stessa stanza, infatti, è più facile confrontarsi con i manager.
Questo può tradursi in una maggiore energia per il gruppo, responsabilizzando le persone coinvolte e rafforzando lo spirito di squadra.
Tutto questo presenta due importanti risvolti: se da un lato i dipendenti possono migliorare le loro competenze e capacità grazie all’aiuto dei manager, dall’altro i dirigenti possono essere maggiormente coinvolti nelle attività di prima linea.
Un altro vantaggio per i dipendenti è la possibilità di creare un ambiente molto più ricettivo delle loro esigenze, proprio grazie alla condivisione degli spazi. Insomma, la vicinanza crea una maggiore sintonia tra parti spesso antagoniste. Molti studi dimostrano, inoltre, che il contatto continuo riduce il tempo dedicato ad attività produttive e migliora le performance del business.

Quando i responsabili, invece, hanno la loro bella stanzetta lontana dall’Open Space, allora decade l’unico vantaggio… 8)

Fonte

Leggete anche: La stroncatura dell’Open Space
e la  “filosofia” da cui è nato l’Open-Space sul sito consigliato da Cercopitecoallegro

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Lost Showdown

 

Oggi è il grande giorno!!!!
In America inizia la 5° Stagione di Lost!!!!! 😀
Non sto più nella pelle!

Per rispolverare le stagioni passate ed ingannare l’attesa vi propongo una gara di video…

Nel sito della ABC è possibile votare il video che vi è piaciuto di più delle 4 stagioni di Lost… 😉
Chi vincerà?

Vota il video!!!!

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Eccovi i poster promozionali di Lost, rilasciati dalla ABC, per la quinta stagione di Lost! 🙂

Cliccate sulle immagini per scaricarli oppure scegliete tra le immagini il vostro avatar fatto da me.. 😉

     

     

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Qualche volta la causa di alcuni malesseri può essere ben diversa da quella che pensiamo….

Occhi gonfi
Fatta eccezione per le “borse” tipiche della mattina appena svegli, se le notiamo anche di giorno, oltre alla causa classica della stanchezza e della necessità di riposare, la colpa può essere dell’intestino.
Quando si esagera a tavola, questo organo è costretto ad aumentare il suo ritmo di lavoro: così il processo di eliminazione delle tossine è più lento.
Il risultato è il ristagno dei liquidi e il gonfiore degli occhi.
L’affaticamento dell’intestino potrebbe essere causato non soltanto da pasti troppo abbondanti, ma anche dalla presenza di parassiti intestinali.
Seguire un periodo di dieta leggera, ma che non escluda alcun tipo di alimento (quelli più grassi e pesanti vanno introdotti con moderazione).
Sarebbe bene sottoporsi a un esame delle feci, per individuare l’eventuale presenza di parassiti intestinali.

Digestione difficile
Se si fa fatica a digerire, anche dopo pasti leggeri come uno spuntino, si avverte un senso di pesantezza a livello dello stomaco, che sembra non passare mai, anche di mattina, la causa potrebbe essere il caffè.
In genere le persone colpite da questi disturbi pensano di avere un apparato digerente debole e una predisposizione a problemi di stomaco e intestino, contro la quale non si può fare molto.
I problemi di digestione potrebbero essere causati da un consumo eccessivo di caffè.
Anche se questa bevanda stimola la produzione della bile (la sostanza fondamentale per la digestione), dall’altro i grassi contenuti e quelli solitamente aggiunti insieme agli zuccheri (sotto forma di latte o di saccarosio) rallentano lo svuotamento dello stomaco e la digestione.
Non bevete il caffè completamente amaro, perché appesantirebbe il fegato, ma non eccedete con gli zuccheri e soprattutto con il numero: non superate la dose giornaliera di 3-4 tazzine di caffè.

Fame d’aria
È sufficiente parlare per 5 minuti di seguito, magari mentre si cammina, per avere la sensazione che manchi il fiato.
Oppure, quanto si tenta un respiro profondo, ecco che interviene un colpo di tosse, che blocca la respirazione.
È la cosiddetta fame di aria: in pratica il respiro è sempre superficiale e sembra non bastare mai.
In genere, davanti a disturbi di questo tipo, si pensa di avere l’asma. Ci si sottopone a test allergici e ad accertamenti, senza riuscire a trovare una soluzione al problema.
Molto spesso il fiato corto non dipende dall’asma, ma da uno stadio di ansia che viene somatizzato, tradotto in un malessere fisico. La tensione accumulata si ripercuote sul diaframma, il muscolo che ha il compito di regolare la respirazione, rendendo il respiro difficoltoso.
Cercare di capire quali sono i motivi che inducono ansia e stress, per tentare di risolvere la situazione alla base. In molti casi sono utili le tecniche di autorilassamento.

Spalla bloccata
Il dolore persistente alla spalla rende difficoltosi i movimenti più banali: pettinarsi diventa quasi impossibile, perché non appena si piega il braccio all’indietro si avverte una fitta alla spalla. Anche tentare di indossare un abito risulta un’impresa: al minimo movimento si avvertono dolore e un suono sordo, simile a uno scricchiolio.
In presenza di situazioni di questo tipo, spesso si pensa all’artrosi, alla degenerazione delle ossa.
Il disturbo potrebbe dipendere da difficoltà digestive che si ripercuotono sul muscolo del trapezio, facendolo contrarre.
Quando il fegato è intossicato a causa di un’alimentazione scorretta, può aver luogo un’infiammazione del diaframma (il muscolo che regola la respirazione), che non riesce più a introdurre un’adeguata quantità di aria. L’organismo provvede a colmare la lacuna con una manovra naturale: eleva di pochi millimetri le spalle e il collo a ogni respiro, in modo da creare più spazio per l’aria inspirata. Ma questo espediente può dare luogo a tensioni muscolari, soprattutto a livello delle spalle.
Per stabilire la causa del dolore ci si deve sottoporre a una visita posturale. Se si scopre che il responsabile è il fegato, è bene variare la dieta, privilegiando alimenti disintossicanti, come carciofi, lattuga, indivia, aglio, finocchi, rabarbaro. Sono consigliabili anche alcune manipolazioni al fegato, eseguite da un fisioterapista esperto.

Ansia al mattino
È un disturbo particolarmente diffuso fra le donne: al mattino, non appena ci si alza dal letto, compare un sottile stato di ansia, unito a un senso di stanchezza generale. Le gambe appaiono deboli, le braccia fiacche e la giornata che si deve affrontare sembra già piena di difficoltà. Lo stile di vita gioca un ruolo importante, così come l’alimentazione.
Secondo l’interpretazione comune la causa dell’ansia è da ricercare nello stile di vita moderno, fonte di stress e tensioni, soprattutto per le donne, che devono dividersi tra casa, famiglia e lavoro. L’unico rimedio sembra quello di rallentare i ritmi e di modificare il proprio stile di vita, cosa non sempre possibile. Spesso, forse troppo facilmente, si preferisce adottare rimedi esterni, facendo ricorso a medicinali e a pastiglie contro l’ansia.
Sicuramente lo stress svolge un ruolo importante nel determinare gli stati d’ansia e di stanchezza, ma la causa di questi disturbi potrebbe anche essere di tipo organico. Il senso di ansia e di spossatezza che si provano al risveglio potrebbero essere collegati alla mancanza di magnesio, una sostanza che appare in grado di accelerare il metabolismo cellulare. Il magnesio viene anche definito il grande regolatore, perché migliora la digestione, combatte la stanchezza ed è un tonico per l’organismo. È contenuto in diversi alimenti, soprattutto nei legumi, nei cereali integrali e nelle banane.
Spesso la carenza di magnesio dipende da una dieta squilibrata: cercare di seguire un’alimentazione sana e variegata. In molti casi, potrebbe essere utile in ricorso a integratori specifici.
Durante il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa, la richiesta di questo minerale da parte dell’organismo aumenta.

Il raffreddore sempreverde
Se il raffreddore è un fenomeno piuttosto diffuso durante la stagione invernale, ci sono persone condannate ad avere il fazzoletto in mano per tutto l’anno. E basta molto poco perché i virus responsabili del disturbo prendano il sopravvento sul sistema immunitario.
“Ho la sinusite, sono debole di naso” sono le frasi tipiche di chi ha il raffreddore tutto l’anno. Fra i rimedi più adottati per alleviare la sintomatologia ci sono gli spray nasali o altri prodotti decongestionanti.
Il raffreddore perenne potrebbe essere legato a una intolleranza alimentare.
Si tratta di un fenomeno più diffuso di quanto si pensi, che può essere scatenato da alimenti molto comuni, come il latte e il lievito di birra. Il sistema immunitario di un organismo “intollerante” è costantemente impegnato a combattere le sostanze che scatenano la reazione nefasta. Le barriere naturali si indeboliscono e un semplice colpo di freddo provoca il raffreddore.
Le cure termali possono aiutare a risolvere il problema delle crisi di raffreddore, ma si tratta di un rimedio temporaneo. Per eliminare definitivamente il disturbo è consigliabile sottoporsi a un test per le intolleranze alimentari.

Collo da sarta
Il dolore al collo, che colpisce soprattutto le persone che passano la giornata con la zona cervicale piegata su libri, computer e macchine da cucire, rende difficili alcuni movimenti, anche semplici, come girare il capo o piegarlo in avanti.
Spesso si crede che il dolore al collo dipenda da un problema alle vertebre e dall’artrosi cervicale. In genere si impara a convivere con questo disturbo, perché si pensa sia la conseguenza inevitabile di certi tipi di lavoro.
Il problema potrebbe essere legato non alle vertebre, ma ai muscoli: i dolori potrebbero essere causati da una contrattura dei fasci muscolari del collo.
Spesso questa contrattura dipende da problemi alla vista, oppure da una occlusione dentale non equilibrata.
Quando si fatica a mettere a fuoco, si tende ad assumere posizioni che possono stancare la muscolatura cervicale. Allo stesso modo, quando i denti non combaciano perfettamente, oppure quando una otturazione è troppo “alta”, si cerca di porre rimedio contraendo involontariamente i muscoli della mascella e del collo.
È necessario sottoporsi a una visita posturale, allo scopo di individuare le cause del problema. In un secondo tempo potrebbe servire una visita oculistica o dentistica.

Fonte

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