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Posts Tagged ‘Viaggi’

Viaggiando è scomodo portarsi il ferro da stiro! Come ovviare a ciò?

La cosa più facile è mettere il vestito da stirare nel bagno, appeso alla stampella quando si fà la doccia. In questo modo utilizzate il vapore prodotto dalla doccia per stirare! 🙂
Ovviamente non sarà stirato come con il ferro, ma almeno sarà presentabile! Lasciatelo con il vapore più possibile, poi, fate evaporare l’umidità mettendo la stampella con il vestito nella stanza asciutta.

Se non avete intenzione di fare la doccia c’è un altro metodo, da usarsi solo per i vestiti che non temono l’acqua. Riempite uno spruzzino di acqua distillata e spruzzate sul vestito appeso alla stampella.
Con il caldo l’acqua evaporerà stirando il vostro capo.
In vacanza basta portarsi lo spruzzino vuoto e riempirlo successivamente, anche con acqua bollita.. o se proprio non ce la fate, usate l’acqua in bottiglia povera di calcio, proprio per evitare fastidiosi aloni.

Io adotto un sistema ancora più elaborato, per stirare e rinfrescare i vestiti estivi:
In uno spruzzino di circa 250 ml, metto acqua distillata, 3 cucchiai circa di alcool per fare i liquori (è trasparente), 5 gocce di OE di Lavanda, 5 gocce di OE di Tea tree e 3 gogge di OE di Limone.
Agito prima dell’uso e spruzzo. Mi raccomando: l’alcool è importante per miscelare gli olii essenziali con l’acqua!
In questo modo oltre a stirare, disinfetto e profumo!
Quando indosso il capo è piacevolmente profumato!

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Chissà se prima o poi riuscirò ad andarci… meraviglioso…

 

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Non avrei mai immaginato di emozionarmi così per questo video..

Ho deciso di condividerlo con voi come regalino della Befana.. 😉

Matt Harding si è trovato in mezzo a una strada da un giorno all’altro senza lavoro…
allora si è inventato un viaggio intorno al mondo con il solo intento di far ballare la gente che incontrava……e c’è riuscito!!!!!
Ora ha fatto fortuna! 😯
Grazie a questo video è richiestissimo  in America come produttore video e partecipa a spettacoli televisivi

La chiave vincente di questo video è la sua capacità di far crollare le barriere di ogni tipo mostrando che in fondo siamo tutti uguali e con una grandissima voglia di essere felici.. e, soprattutto, che dentro abbiamo tanta gioia da tirar fuori.. e lui è riuscito a trovare un modo per farlo!  🙂

www.wherethehellismatt.com
Fonte: Elenasutti

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Se avete in progetto di passare le vacanze in Scozia, approfittando anche del fatto che quest’anno la sterlina è scesa, potete programmare la vacanza da soli.
Sicuramente, la soluzione migliore è il Fly-and-drive (ricordatevi che si guida a sinistra!) con pernottamento in B&B, ma decidete voi…

Sul sito Visitscotland, in italiano 😉 , ci sono tutte le informazioni necessarie ed anche di più!
La cosa più interessante è che fornisce diversi itinerari di viaggio, a seconda dei gusti e delle esigenze.
On line sono disponibili le Brochure turistiche, gli itinerari ed altro…
Qui, invece, potete richiedere l’invio per posta dei depliant informativi, delle utili ed interessanti schede di itinerari di viaggio, che vi arriveranno a casa in brevissimo tempo!
Quest’anno, poi , si festeggia l’Homecoming Scotland 2009: in occasione del 250º anniversario della nascita del poeta nazionale Robert Burns, dal 25 gennaio  al 30 novembre, si tiene un programma vario di manifestazioni e di feste in tutto il paese.
In molti casi si tratta di eventi unici, ispirati alla storia e alla cultura della Scozia, che si svolgeranno in molti luoghi chiave in ogni parte del paese…

Un ultimo consiglio: acquistate il pass per i castelli, invece di comprare gli ingressi singoli.. risparmierete tantissimo!
Esistono 2 organizzazioni che tutelano un’enorme quantità dei più disparati siti: dai semplici ruderi a splendide dimore:

  • Historic Scotland (HS) offre l’abbonamento Explorer Pass che dà diritto a utili riduzioni sugli ingressi alle attrazioni turistiche di Historic Scotland. 
  • The National Trust for Scotland (NTS) offre un abbonamento dello stesso tipo, il Discovery Ticket, che dà diritto all’ingresso alle attrazioni turistiche di The National Trust for Scotland

HS ha più ruderi e rovine di castelli ed edifici, mentre NTS ha soprattutto palazzi mantenuti con arredi ed oggetti del tempo.

Se poi volete provare un’emozione unica.. potete anche soggiornare in un Castello! :mrgreen:

Allora.. buon viaggio! 🙂 

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Yokoso Japan

Per gli amanti e non del Giappone, eccovi un video meraviglioso!
Soprattutto per la musica 😉

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Non avrei saputo scrivere meglio, perciò vi riporto per intero l’articolo di M.Torretti

Quando l’incisione sulla pelle è segno magico, sapere e iniziazione.
Ancora oggi in alcune isole della Polinesia e in Nuova Zelanda il tatuaggio conserva i significati simbolici d’un tempo.  
 
In Polinesia il tatuaggio era linguaggio primordiale, magico.
Rappresentava un segno di distinzione sociale e spirituale decretata dalle divinità. Praticato originariamente nelle Isole della Società, dove raggiunse il suo più alto grado di perfezione, si diffuse in tutti gli arcipelaghi della Polinesia fino alla Nuova Zelanda. Secondo una leggenda tahitiana, la pratica del tatuaggio sarebbe opera di Mata Mata Arahu e di Tu Ra’i Po’, figli del dio Ta’aroa, i quali ricorsero al disegno chiamato Tao Maro per sedurre Hina Ere Ere Manua, figlia del primo uomo e della prima donna.

Secondo la tradizione il tatuaggio, che in Polinesia aveva carattere iniziatico e poteva incominciare intorno ai 12 anni, era prerogativa delle classi sociali più elevate: quella dei sacerdoti; dei capi (uomini e donne); dei capi guerrieri, danzatori e rematori; delle persone senza ascendenza ereditaria notevole.
La sua funzione non era soltanto decorativa, ma soprattutto finalizzata all’attrazione sessuale (chi era più tatuato era preferito dalle donne), all’esaltazione della vita, all’aspirazione di diventare dèi.

Le tecniche dell’operazione erano affidate a un sacerdote tatuatore che era considerato il depositario di una tradizione da tramandare ai posteri.
Rispetto ad altre popolazioni dell’Oceania che ricorrevano all’incisione del viso e del corpo con conchiglie o pietre affilate senza far uso di colore, i polinesiani usavano un tatuaggio molto più artistico, incidendo vari disegni sulla cute del viso e del corpo con finissime punto d’osso, sulle cui ferite versavano polvere di carbone di legna sciolta nell’acqua o del pigmento di natura vegetale.
In questo modo la traccia dei “ricami” rimaneva colorata a seconda delle sostanze usate, e il disegno inciso diventava indelebile.
Una lunga tortura a cui i guerrieri si sottoponevano stoicamente senza lasciar sfuggire neppure un lamento.

La parola polinesiana tatù, che significa foracchiare, dalla quale proviene il nostro vocabolo di tatuaggio, è sconosciuta nella lingua Maori.
Questi ultimi davano invece il nome di Moko al tatuaggio che si facevano sul viso, e quello di Whakairo ai segni che si incidevano sul corpo. Gli uomini erano i più tatuati mentre le donne lo erano solo sul mento, attorno alle labbra e talvolta sulle gambe.
Tra i Maori la parola “papatea”, ovvero “viso liscio”, era espressione ingiuriosa e di scherno.

Nei tatuaggi del passato c’erano i famosi motivi spiraliformi caratteristici della Polinesia. Una varietà stupefacente di disegni a intrecci e multicolori, realizzati con gusto quanto mai fine e aristocratico. Ancora oggi, cerchi, stelle, losanghe sono i motivi più usati in Polinesia insieme a decorazioni più recenti, mentre in Nuova Zelanda il tatuaggio rappresenta per molti Maori l’affermazione della propria identità culturale e il motivo di più profonde riflessioni tribali e spirituali.

Maurizio Torretti 

Fonte

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borsa mutante 

Ecco qui, se avete un pò di pazienza e capacità con ago e filo, un’idea sfiziosa per confezionarsi una borsa multiuso e trasformer…

Dalla mente geniale dell’artista Ayako Hase, la bag mutante.

E’ un semplicissimo quadrato di stoffa con i manici… ed i bordi di “strap”.
Quello che la rende particolare è la molteplice piegatura, stile origami… 

borsa mutante

Se avete tempo, può essere un simpatico ed utile regalo di Natale… oppure un accessorio comodissimo per i vostri viaggi: la sua forma piatta è adattissima per la valigia!
Ricordatevi di portare anche le istruzioni… però! 😉

Ecco le istruzioni.

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