Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Cultura Generale’ Category

Da brava fan del Ruggito del Coniglio vi riporto questo breve racconto tratto dal nuovo libro di Marco Presta, letto proprio da lui, che mi accingo a comprare…

Meraviglioso! 😀

Non smetterò mai di ringraziare lui e Dose per l’allegria che mi mettono la mattina, mentre attraverso Roma per andare al lavoro… 🙂

Read Full Post »

 

Avete fatto caso che, con il caldo estivo, l’automobile sembra consumare più carburante?
Ovviamente la causa non è “perché evapora”… visto che la benzina rimane nel serbatoio chiuso… 😉
E allora?

Il motivo è semplice: con la temperatura alta il carburante aumenta di volume, e quindi l’ago sul cruscotto segnala una quantità di benzina maggiore.
Quindi se in inverno vi serviva una “tacchetta” per fare TOT Km, in estate dovete modificare i vostri parametri di misura e quindi percorrendo lo stesso TOT di  Km, l’ago del cruscotto si abbasserà di più di una “tacchetta”… 

Sembra una cosa stupida.. ma talvolta è utile.. soprattutto quando fate conto di poter far rifornimento dopo un certo numero di Km, sapendo che il carburante rimasto è sufficiente… ma secondo i vostri metri di misura relativi all’inverno! 😯

Read Full Post »

 

Come studiare per essere certi di passare un’interrogazione o un esame?
Ve lo dico io!

Per tutta la mia vita studentesca ho studiato tantissimo per ottenere poco..
In effetti uno dei miei problemi è ed è sempre stato la memoria, e questo ha influito notevolmente sul rendimento scolastico ed universitario.
A pochi esami dalla Laurea, un professore mi respinse all’esame dandomi però dei consigli molto pratici su come studiare.. peccato averli conosciuti solo allora, mi sarei risparmiata tante sconfitte  ed avrei ottenuto risultati decisamente migliori!! 
Questo metodo è vincente, anche se abbastanza impegnativo!
Va bene per chi non ha molta memoria, per chi non riesce ad esprimersi, per chi ha paura.. insomma.. un pò per tutti coloro che hanno comunque qualche difficoltà 😉

Se farete come vi dico, anche se vi sembrerà di non sapere niente, magicamente, alla domanda del professore/professoressa, le parole vi usciranno dalla bocca, con fluidità…

Supponiamo che le pagine siano più brevi dei capitoli, altrimenti applicate il procedimento sostituendo le pagine ai capitoli e viceversa.
Io presuppongo che l’argomento d’esame sia tutto contenuto in un libro, altrimenti estendete il metodo ai vari libri.

  1. Leggete qualche riga (paragrafo) e, con l’occhio a tratti sul foglio per aiutarvi, ripetete a voce alta. Andate avanti con le righe successive.
  2. Alla fine della pagina, ripetete a voce alta tutto il contenuto di quest’ultima.
  3. Alla fine del capitolo, ripetetelo tutto a voce alta, possibilmente senza guardare. 😉
  4. Quando avete finito il libro, ripetete a voce alta più capitoli al giorno.
  5. A due giorni dall’esame ripetete a voce alta tutti capitoli (quindi tutto l’esame), ovviamente per sommi capi.

I punti 1-2-3 vanno eseguiti tutti i giorni, finché non avete terminato il libro.
Dividetevi le pagine totali dell’esame, per i giorni di studio che avete previsto, lasciandovi qualche giorno in più per gli imprevisti… (impegni di famiglia, cene improvvise, eventi disturbatori vari che sopraggiungono matematicamente!)
Dovrete essere in grado di poter ripetere l’intero esame in 1-2 giorni

Se la materia d’esame è scientifica, aiutatevi scrivendo sul foglio.. ma continuate a parlare a voce alta!
All’inizio sarà durissimo… ma a forza di allenarvi sarà un processo in discesa.

Utilizzando la voce studiate 2 volte: con la mente e con le orecchie! 😀

In bocca al lupo, allora!
Fatemi sapere! 😉

Read Full Post »

 

Questo trucco è rivolto a chi ha poca dimestichezza con la matematica…
Può capitare di dover calcolare una percentuale avendo una calcolatrice che non ha il tasto con il simbolino del percento (%)…
Allora come fare?
E’ chiaro che se devo fare il 20% di una quantità dovrei dividere la quantità per 100 e moltiplicarla per 20.
Ma questo è equivalente a moltiplicare direttamente la quantità per 20/100 cioè 0,20
Infatti, se x è la quantità:
(x/100)*20 = x*(20/100) = x*0,2

Qundi, se dobbiamo calcolare l’N % di x basta fare:

x*0,N

Con questo sistema possiamo calcolare in un solo passaggio anche la maggiorazione di una quantità.
Se voglio sapere quanto aumenta dell’ N% una quantità x basta fare:

x*1,N

Questo perché devo fare prima l’N% di x (x*0,N) e poi aggiungerlo ad x… allora:

x*0,N + x = x* (0,N + 1) = x*1,N

Per finire posso calcolare una quantità x privata di una percentuale N% facendo:

M = 100-N

x*0,M

Sembra complicato eh? 😯
Vediamolo coi numeri… che è meglio! 🙂

1) 25% di 456? Presto fatto!

456*0,25

2) Come si trasforma 890 se lo maggioro col 43%?

890*1,43

3) E se voglio scontare del 10% il numero 888?

888*0,90    [90=100-10]

Tutto chiaro?

Read Full Post »

Mappe dei Terremoti e della Rete Sismica Italiana 

Mappe degli ultimi eventi in tempo reale  (l’orario è indietro di 2 ore rispetto all’ora italiana)
Terremoti registrati dalla rete MedNet
Ultimi terremoti nel mondo registrati dalla Rete INGV
Bollettino Sismico
Catalogo Sismicità Italiana (Google maps)
Ultimi forti terremoti nel mondo (dati USGS)
Rete Sismica Nazionale
Terremoti per Regione
Terremoti Recenti

Fonte
Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Read Full Post »

 

Non avrei saputo scrivere meglio, perciò vi riporto per intero l’articolo di M.Torretti

Quando l’incisione sulla pelle è segno magico, sapere e iniziazione.
Ancora oggi in alcune isole della Polinesia e in Nuova Zelanda il tatuaggio conserva i significati simbolici d’un tempo.  
 
In Polinesia il tatuaggio era linguaggio primordiale, magico.
Rappresentava un segno di distinzione sociale e spirituale decretata dalle divinità. Praticato originariamente nelle Isole della Società, dove raggiunse il suo più alto grado di perfezione, si diffuse in tutti gli arcipelaghi della Polinesia fino alla Nuova Zelanda. Secondo una leggenda tahitiana, la pratica del tatuaggio sarebbe opera di Mata Mata Arahu e di Tu Ra’i Po’, figli del dio Ta’aroa, i quali ricorsero al disegno chiamato Tao Maro per sedurre Hina Ere Ere Manua, figlia del primo uomo e della prima donna.

Secondo la tradizione il tatuaggio, che in Polinesia aveva carattere iniziatico e poteva incominciare intorno ai 12 anni, era prerogativa delle classi sociali più elevate: quella dei sacerdoti; dei capi (uomini e donne); dei capi guerrieri, danzatori e rematori; delle persone senza ascendenza ereditaria notevole.
La sua funzione non era soltanto decorativa, ma soprattutto finalizzata all’attrazione sessuale (chi era più tatuato era preferito dalle donne), all’esaltazione della vita, all’aspirazione di diventare dèi.

Le tecniche dell’operazione erano affidate a un sacerdote tatuatore che era considerato il depositario di una tradizione da tramandare ai posteri.
Rispetto ad altre popolazioni dell’Oceania che ricorrevano all’incisione del viso e del corpo con conchiglie o pietre affilate senza far uso di colore, i polinesiani usavano un tatuaggio molto più artistico, incidendo vari disegni sulla cute del viso e del corpo con finissime punto d’osso, sulle cui ferite versavano polvere di carbone di legna sciolta nell’acqua o del pigmento di natura vegetale.
In questo modo la traccia dei “ricami” rimaneva colorata a seconda delle sostanze usate, e il disegno inciso diventava indelebile.
Una lunga tortura a cui i guerrieri si sottoponevano stoicamente senza lasciar sfuggire neppure un lamento.

La parola polinesiana tatù, che significa foracchiare, dalla quale proviene il nostro vocabolo di tatuaggio, è sconosciuta nella lingua Maori.
Questi ultimi davano invece il nome di Moko al tatuaggio che si facevano sul viso, e quello di Whakairo ai segni che si incidevano sul corpo. Gli uomini erano i più tatuati mentre le donne lo erano solo sul mento, attorno alle labbra e talvolta sulle gambe.
Tra i Maori la parola “papatea”, ovvero “viso liscio”, era espressione ingiuriosa e di scherno.

Nei tatuaggi del passato c’erano i famosi motivi spiraliformi caratteristici della Polinesia. Una varietà stupefacente di disegni a intrecci e multicolori, realizzati con gusto quanto mai fine e aristocratico. Ancora oggi, cerchi, stelle, losanghe sono i motivi più usati in Polinesia insieme a decorazioni più recenti, mentre in Nuova Zelanda il tatuaggio rappresenta per molti Maori l’affermazione della propria identità culturale e il motivo di più profonde riflessioni tribali e spirituali.

Maurizio Torretti 

Fonte

Read Full Post »

 

Il cellulare è un terminale radio portatile che si collega ad una stazione radio base, che trasforma il segnale e lo invia ad una stazione di controllo che, senza entrare nel dettaglio, gestisce il traffico e così via…
Ciascuna stazione radio base è fissa e possiede sistemi di antenne che suddividono l’area del territorio in celle contigue, in modo tale da “ricoprirla” interamente.
La dimensione di queste celle dipende dalle caratteristiche di superficie del terreno, dall’urbanizzazione e densità di popolazione.
Ovviamente, per capirci, più la zona è abitata, più saranno piccole le celle.
Normalmente il raggio di una cella va da un minimo di 1 Km, per aree urbane densamente popolate, fino a 10 km per aree rurali scarsamente popolate.
Ogni cella può gestire un determinato numero di utenti che dipende dal numero dei suoi canali radio attivi.

Quindi i sistemi radiomobili cellulari sono chiamati così perché la copertura radio del territorio nel quale operano avviene tramite una suddivisione in celle.. 😉

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »