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Archive for 25 settembre 2008

 

Vediamo in dettaglio quali sono i tessuti utilizzati per i vestiti di Danza Orientale.
La scelta del tessuto è determinante per l’effetto che volete ottenere e per il tipo di capo che volete realizzare.
Sicuramente dovrete prediligere tessuti preziosi per le esibizioni e preferire quelli più resistenti per gli allenamenti, e magari che non si spiegazzano facilmente, visto che lo mettete e togliete dalla borsa in continuazione.

Seta
E’ la più nobile, la più morbida e la più fine tra le fibre naturali, freschissima d’estate e calda d’inverno.
Ne esistono quattro gruppi: le TELE o TAFFETAS, le SAGLIE o DIAGONALI, i RASI o SATIN e gli JACQUARD.
La resistenza di un tessuto dipende dal tipo di fibra: l’ORGANZINO, che ha fibra lunga e ritorta , è molto resistente, mentre la BOURETTE ha fibra corta e quindi poca resistenza. Una via di mezzo è il filato SHAPPE che è molto usato.

Rasatello
Tessuto di cotone in armatura raso da 5, peso medio, molto liscio.
E’ di solito venduto per realizzare biancheria intima.
Potete trovarlo spesso tra gli scampoli, così oltre ad essere relativamente economico, ha il pregio di cadere bene e di non essere facile alle pieghe, ha dei bei colori e un effetto lucido che lo rende adatto ad una sottogonna, o ai pantaloni ampissimi, entrambi da usare da soli, o da intravedersi in trasparenza o attraverso uno spacco.

Satin (pron. satèn)
Oltre che essere un equivalente della parola RASO, indica un tessuto di cotone (satin drill) ad armatura raso, calandrato e lucido, usato per foderami, grembiuli, ecc.

Tela di cotone
Il nome deriva dall’arabo Katun (parte delle terre conquistate), e, dopo il lino e la lana, è la fibra tessile più antica.
I cotoni si classificano a seconda del titolo, mentre la lunghezza della fibra ne determina la qualità: più è lunga, più il cotone è lucente, resistente e pregiato.
La lunghezza della fibra, cioé il taglio, può misurare da meno di 20 a più di 40 millimetri.
La varietà chiamata Superfine St. Vincent raggiunge i 50 e 60 millimetri.
Una maglia di Filo di Scozia , utilizza cotoni finissimi, pettinati e ritorti, garantendo brillantezza e resistenza.
La fibra di cotone non è elettrostatica, non infeltrisce, ha altissima igroscopicità, per cui assorbe la traspirazione , non irrita la pelle, non produce allergie e si può stirare ad alte temperature.
La mercerizzazione con sostanze alcaline aumenta la brillantezza e la non restringibilità; la sanforizzazione rende il tessuto irrestringibile e l’indantren assicura la permanenza dei colori.
Leggero è economico e facile da cucire, ma si spiegazza con nulla e non cade affatto bene, quindi è sconsigliato.

Velo o chiffon
E’ il più fine e leggero tessuto che esista (gr. 40-50 al metro), è di seta o altre fibre finissime, in filati molto ritorti e sottili, trasparente come un velo, utilizzato per l’abbigliamento femminile.
Grazie alla trasparenza e leggerezza, è chiaramente adatto al “velo” ma anche alle gonne ampie sovrapposte (fino ad una doppia ruota), pantaloni e camice e tuniche con le maniche, che risultano ricchi e non ingombranti, cadono bene non prendono eccessivamente le pieghe.
L’unico problema è costituito dal fatto che i capi realizzati sono abbastanza delicati (le medaglie delle cinture possono attaccarsi e sfilare il tessuto) e abbastanza impegnativi da rifinire.

Fonte: Nonsolodanza

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