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Archive for 20 marzo 2008

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Per l’ennesima volta ho ricevuto in posta elettronica questo metodo per fare i soldi facilmente…

Si tratta dell’ennesima bufala che fa leva sul desiderio che mette a tacere la razionalità.
Ma dico… non viene in mente che in questo mondo nessuno dà niente per niente?
Il fatto di percepire soldi soltanto perché si mandano e-mail, non fa venire nessun dubbio?
Inorridisco come per il caso delle persone che sulla TV “vendono” i numeri per vincere al lotto…. 😯
Ma se fossero davvero vincenti, perché non li usano direttamente loro?
Guadagnerebbero sicuramente di più, invece di mettere su le trasmissioni televisive, che hanno un costo di gestione, di messa in onda, di personale… ecc… ecc….

Ma torniamo a questa bufala colossale che continua imperterrita a girare per e-mail da 10 anni…. 😯

Il  testo è il seguente:

Cari Amici,
Leggete questa lettera ed agite velocemente.
Io vi invio questa lettera, in quanto tale informazione mi è stata inviata da un professionista e caro amico.
La Microsoft e AOL al giorno d’oggi le più grandi compagnie della rete, per assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno testato la versione beta di questo programma.
Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà (sempre che essi usino Microsoft Windows)x 2 settimane. Microsoft vi pagherà €245 per ogni persona a cui manderete questa comunicazione. Microsoft pagherà €243 per ogni vostra lettera forwardata e per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft pagherà €241.
 Tra due settimane, Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail e vi spedirà l’assegno.
Io all’inizio ho dubitato fino a quando, due settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l’assegno di € 24800.00.
Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il test della versione beta di Internet Explorer.
Colui che si può permettere tutto questo è il signor Bill Gates.
Tutte le spese di marketing sono da lui sostenute.

Segue il logo dell’ Agenzia delle Entrate e i dati di una certa Dott.ssa…

L’appello esiste anche in altre varianti che potete trovare qui.

Il bello è che il messaggio è nato come burla tra amici.
Una persona aveva ricevuto per e-mail uno dei soliti messaggi che promettevano metodi improbabili per fare soldi in fretta, così un suo collega, Bryan Mack, all’epoca studente, ha confezionato questo testo, per dimostrare agli amici di poter fare di meglio:

“My name is Bill Gates. I have just written up an email-tracing program that traces everyone to whom this message is forwarded to. I am experimenting with this and I need your help. Forward this to everyone you know, and if it reaches 1,000 people, everyone on the list will receive $1,000 at my expense. Enjoy. Your friend, Bill Gates.”

Mack lo mandò agli amici, che si fecero due risate e che lo diffusero ai loro amici… dando il via alla catena… e, grazie all’ingenuità degli utenti, continua ancora a circolare… 

A quanto pare le ragioni della permanenza in rete sono da addurre ai seguenti motivi:

  1. Fa leva sulle nostre emozioni che mettono a tacere la razionalità
  2. E’ una tentazione di guadagno facile
  3. E’ un modo per permettere l’arricchimento  degli amici
  4. Fa leva sulla pigrizia e sul “tanto non c’è niente da perdere”: così è più facile inoltrare il messaggio che fare una ricerca per verificarne la validità
  5. Fa leva sulla percezione che siamo costantemente sorvegliati tramite la tecnologia: è normale ritenere che Bill Gates possa controllare quanti messaggi inoltriamo

In realtà:

  1. Il messaggio è stato creato per fare una burla
  2. Bill Gates non è stupido e non regala soldi a nessuno in questo modo
  3. Non esiste un programma di tracciamento della posta che funzioni nel modo descritto dal messaggio
  4. Non è indicata alcuna data di scadenza del test (potrebbe anche essersi concluso anni fa)
  5. AOL non ha alcun interesse a sostenere Internet Explorer, visto che promuove l’uso di un altro browser (Netscape, di sua proprietà dal 1999).
    AOL, tra l’altro fece addirittura causa a Microsoft a gennaio 2002, come documentato da News.com.

Se volete saperne di più

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